TENSEGRITÀ E OSTEOPATIA
- Luca Denni
- 10 gen
- Tempo di lettura: 2 min

Capire il corpo come un sistema unico e connesso
Cos’è la tensegrità (spiegata in modo semplice)
La tensegrità è un principio che descrive come una struttura riesca a mantenere stabilità ed equilibrio grazie alla distribuzione delle tensioni al suo interno.
Invece di essere “impilata”, una struttura a tensegrità è tenuta insieme da una rete: se cambia la tensione in un punto, l’intero sistema si adatta.
Un esempio semplice è una tenda: se tiri un tirante, tutta la struttura cambia assetto.
Il corpo umano funziona allo stesso modo
Nel corpo umano questo concetto prende il nome di biotensegrità.
Il nostro organismo è formato da:
-ossa, che resistono alla compressione
-muscoli, fascia, tendini e legamenti, che gestiscono la tensione
Questi elementi non lavorano separatamente, ma come un’unica rete continua. Per questo motivo il corpo è in grado di adattarsi ai carichi, al movimento e alla postura quotidiana.
Perché non esistono problemi “isolati”
In un sistema interconnesso, una tensione al piede può influenzare il ginocchio o la schiena,
una rigidità del bacino può ripercuotersi sul collo, una postura mantenuta a lungo può creare compensi a distanza
Spesso il punto in cui compare il dolore non coincide con la causa reale del problema.
Il ruolo della fascia
La fascia è il tessuto che avvolge e collega ogni parte del corpo.
È fondamentale perché:
-trasmette le forze meccaniche
-permette lo scorrimento dei tessuti
-contribuisce alla percezione del corpo nello spazio
Quando la fascia perde elasticità o mobilità, l’equilibrio del sistema si altera e il corpo compensa, spesso senza che la persona se ne accorga.
Postura: un equilibrio dinamico
Secondo il modello di tensegrità la postura non è una posizione “corretta” da mantenere bensì un equilibrio che cambia continuamente.
Il corpo cerca sempre la soluzione più economica dal punto di vista energetico e il problema nasce quando le compensazioni diventano rigide e ripetitive, aumentando il rischio di dolore e sovraccarico.
Tensegrità e dolore
Quando l’equilibrio delle tensioni si perde, possono comparire:
-rigidità e limitazioni di movimento
-affaticamento muscolare
-dolore localizzato o diffuso
-disturbi che tendono a ripresentarsi nel tempo
Il dolore è spesso il segnale finale di un adattamento non più efficace.
Come interviene l’osteopatia
L’osteopatia considera il corpo come un’unità funzionale, perfettamente in linea con il concetto di biotensegrità.
Il trattamento osteopatico mira a:
-migliorare la mobilità dei tessuti
-ridurre le tensioni eccessive
-favorire una distribuzione più armonica dei carichi
-sostenere la naturale capacità del corpo di adattarsi e autoregolarsi
L’obiettivo non è “raddrizzare” il corpo, ma aiutarlo a funzionare meglio.
Quando può essere utile un approccio globale
Un lavoro osteopatico basato sulla tensegrità può essere indicato in caso di:
-dolori cervicali, dorsali e lombari
-problemi posturali
-disturbi muscolo-scheletrici ricorrenti
-sovraccarichi sportivi
-difficoltà di recupero dopo infortuni
-sensazione di rigidità o perdita di fluidità nel movimento
In conclusione
La tensegrità ci aiuta a capire che il corpo non è fatto di parti scollegate, ma di relazioni.
L’osteopatia, lavorando su queste relazioni, permette di andare oltre il sintomo e di migliorare il benessere generale, il movimento e la qualità della vita.



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