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TENSEGRITÀ E OSTEOPATIA


Capire il corpo come un sistema unico e connesso


Cos’è la tensegrità (spiegata in modo semplice)

La tensegrità è un principio che descrive come una struttura riesca a mantenere stabilità ed equilibrio grazie alla distribuzione delle tensioni al suo interno.

Invece di essere “impilata”, una struttura a tensegrità è tenuta insieme da una rete: se cambia la tensione in un punto, l’intero sistema si adatta.

Un esempio semplice è una tenda: se tiri un tirante, tutta la struttura cambia assetto.

Il corpo umano funziona allo stesso modo

Nel corpo umano questo concetto prende il nome di biotensegrità.

Il nostro organismo è formato da:

-ossa, che resistono alla compressione

-muscoli, fascia, tendini e legamenti, che gestiscono la tensione

Questi elementi non lavorano separatamente, ma come un’unica rete continua. Per questo motivo il corpo è in grado di adattarsi ai carichi, al movimento e alla postura quotidiana.


Perché non esistono problemi “isolati”

In un sistema interconnesso, una tensione al piede può influenzare il ginocchio o la schiena,

una rigidità del bacino può ripercuotersi sul collo, una postura mantenuta a lungo può creare compensi a distanza

Spesso il punto in cui compare il dolore non coincide con la causa reale del problema.


Il ruolo della fascia

La fascia è il tessuto che avvolge e collega ogni parte del corpo.

È fondamentale perché:

-trasmette le forze meccaniche

-permette lo scorrimento dei tessuti

-contribuisce alla percezione del corpo nello spazio

Quando la fascia perde elasticità o mobilità, l’equilibrio del sistema si altera e il corpo compensa, spesso senza che la persona se ne accorga.


Postura: un equilibrio dinamico

Secondo il modello di tensegrità la postura non è una posizione “corretta” da mantenere bensì un equilibrio che cambia continuamente.

Il corpo cerca sempre la soluzione più economica dal punto di vista energetico e il problema nasce quando le compensazioni diventano rigide e ripetitive, aumentando il rischio di dolore e sovraccarico.


Tensegrità e dolore

Quando l’equilibrio delle tensioni si perde, possono comparire:

-rigidità e limitazioni di movimento

-affaticamento muscolare

-dolore localizzato o diffuso

-disturbi che tendono a ripresentarsi nel tempo

Il dolore è spesso il segnale finale di un adattamento non più efficace.


Come interviene l’osteopatia

L’osteopatia considera il corpo come un’unità funzionale, perfettamente in linea con il concetto di biotensegrità.

Il trattamento osteopatico mira a:

-migliorare la mobilità dei tessuti


-ridurre le tensioni eccessive

-favorire una distribuzione più armonica dei carichi

-sostenere la naturale capacità del corpo di adattarsi e autoregolarsi

L’obiettivo non è “raddrizzare” il corpo, ma aiutarlo a funzionare meglio.


Quando può essere utile un approccio globale

Un lavoro osteopatico basato sulla tensegrità può essere indicato in caso di:

-dolori cervicali, dorsali e lombari

-problemi posturali

-disturbi muscolo-scheletrici ricorrenti

-sovraccarichi sportivi

-difficoltà di recupero dopo infortuni

-sensazione di rigidità o perdita di fluidità nel movimento


In conclusione

La tensegrità ci aiuta a capire che il corpo non è fatto di parti scollegate, ma di relazioni.

L’osteopatia, lavorando su queste relazioni, permette di andare oltre il sintomo e di migliorare il benessere generale, il movimento e la qualità della vita.

 
 
 

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