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TRAINING, OVERREACHING E OVERTRAINING: ADATTAMENTO, LIMITI E GESTIONE DEL CARICO NELL’ATLETA

Nelle prime fasi di un programma di allenamento, l’incremento della performance è rapido e apparentemente lineare. Questo avviene perché l’organismo risponde a uno stimolo nuovo con adattamenti prevalentemente neurali e coordinativi, oltre che con modificazioni metaboliche di base.

In questa fase, anche carichi relativamente modesti producono miglioramenti significativi.

Con il progredire dell’allenamento, tuttavia, il sistema si avvicina progressivamente a uno stato di adattamento più stabile: i guadagni diventano marginali e costosi, e ogni incremento prestativo richiede una gestione sempre più precisa delle variabili di carico.

È in questo contesto che diventano centrali i concetti di overreaching e overtraining, spesso confusi ma profondamente diversi sul piano fisiologico e gestionale.



ADATTAMENTO E PRINCIPIO DELLA SUPERCOMPENSAZIONE


Il modello classico della supercompensazione descrive la risposta dell’organismo a uno stress allenante attraverso quattro fasi:


1.Stimolo (allenamento)

2.Fatigue (riduzione della performance)

3.Recupero

4.Supercompensazione (incremento della capacità funzionale)


Affinché si verifichi un miglioramento, è necessario che il successivo stimolo venga applicato in una finestra temporale adeguata. Una frequenza troppo elevata o una gestione inadeguata dei carichi porta a un accumulo di fatica non compensata.



OVERREACHING: FUNZIONALE VS NON FUNZIONALE


L’overreaching rappresenta un accumulo intenzionale di carico allenante che determina una temporanea riduzione della performance.

Si distingue in:


1. Functional Overreaching (FOR)

- Riduzione prestativa a breve termine

- Recupero completo in giorni/settimane

- Miglioramento prestativo successivo (effetto rebound)


È una strategia programmata all’interno della periodizzazione, spesso utilizzata nei mesocicli ad alto carico.


2. Non-Functional Overreaching (NFOR)

- Calo della performance più marcato e prolungato

- Recupero incompleto nel breve termine

- Assenza di supercompensazione significativa

Rappresenta una condizione di confine tra adattamento efficace e disfunzione.

OVERTRAINING SYNDROME (OTS): UNA CONDIZIONE SISTEMICA


L’Overtraining Syndrome è una condizione complessa e multifattoriale caratterizzata da un calo persistente della performance associato a alterazioni fisiologiche, neuroendocrine e psicologiche.

A differenza dell’overreaching, l’OTS richiede tempi di recupero molto più lunghi (settimane o mesi).


Meccanismi coinvolti


  • Disregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA)

  • Alterazioni del sistema nervoso autonomo (simpatico/parasimpatico)

  • Incremento dello stato infiammatorio sistemico

  • Squilibri ormonali (testosterone/cortisolo)

  • Alterazioni immunitarie


Segni e sintomi


  • Decremento cronico della performance

  • Aumento della percezione dello sforzo (RPE)

  • Fatigue persistente

  • Disturbi del sonno

  • Alterazioni dell’umore

  • Maggiore incidenza di infortuni e infezioni



IL RUOLO DELLA GESTIONE DEL CARICO


Quando i margini di miglioramento si riducono, la differenza non è più determinata dall’intensità assoluta del lavoro, ma dalla precisione nella gestione del carico interno ed esterno.


Carico esterno


  • volume (serie, ripetizioni, distanza)

  • intensità (kg, velocità, potenza)

  • densità


Carico interno


  • risposta fisiologica e percettiva

  • frequenza cardiaca

  • HRV (heart rate variability)

  • RPE (rating of perceived exertion)

  • biomarcatori (quando disponibili)


L’errore più comune è aumentare il carico esterno senza considerare la risposta individuale, portando a un disallineamento tra stimolo e capacità di recupero.




IL RECUPERO COME VARIABILE ALLENANTE


Nel contesto avanzato, il recupero non è una fase passiva ma una componente attiva della programmazione.


Include:


  • sonno (quantità e qualità)

  • nutrizione (timing e disponibilità energetica)

  • strategie di recupero (attivo, deload, tapering)

Il deload, in particolare, rappresenta uno strumento chiave per prevenire l’accumulo di fatica e favorire l’adattamento.



IMPLICAZIONI PRATICHE


  • I miglioramenti iniziali non sono indicativi dell’efficacia a lungo termine del programma

  • L’aumento del carico deve essere progressivo e periodizzato

  • L’overreaching può essere uno strumento utile se controllato

  • L’overtraining è una condizione da prevenire, non da gestire a posteriori

  • Il recupero è determinante quanto lo stimolo allenante



CONCLUSIONE


Con l’aumentare del livello dell’atleta, il paradigma cambia:

non è più sufficiente “allenarsi di più”, ma diventa essenziale allenarsi meglio.

Il confine tra adattamento e disfunzione è sottile e dinamico.

La capacità di riconoscerlo e gestirlo rappresenta una delle competenze fondamentali per chi si occupa di performance e salute.

In ultima analisi, la prestazione non è il risultato del massimo carico tollerabile, ma del massimo carico recuperabile.


 
 
 

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